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“LO YOGA E’ DANNOSO” ..............................................................07/01/2012
come costruire una falsa notizia su cose che sanno anche i bambini. In questi giorni sta circolando la notizia che lo Yoga “potrebbe” esporre chi lo pratica al rischio di lesioni muscolari, articolari e quant’altro. L’articolo che ha sollevato il polverone è quello comparso sul magazine domenicale del New York Times, scritto da William J. Broad, astuto giornalista che procurando un falso allarme tra i milioni di praticanti americani, ha trovato il modo di fare pubblicità al suo libro di prossima uscita sui benefici dello yoga e sui rischi per la salute. Infatti, leggendo l’articolo ci si accorge subito che l’oggetto della discussione è la “pratica scorretta” dello Yoga, che, come per ogni altra disciplina sportiva, ginnastica o terapia riabilitative, se praticata senza la guida di un insegnante o terapista esperto, può esporre a rischi di infortuni o lesioni. Il rispetto del proprio limite è centrale nello Yoga, ascolto delle sensazioni e percezione del dolore nella assunzione delle posizioni (asana) è requisito indispensabile perché siano eseguite in modo comodo e corretto e possano produrre quei benefici e miglioramenti ben conosciuti da chi pratica lo Yoga. Non oltrepassare il proprio limite non ci espone ai rischi della pratica scorretta. E’ chiaro che l’incremento dei praticanti produce un aumento della domanda e sul mercato degli insegnanti di Yoga si improvvisano persone assolutamente non competenti, che sfruttano solo l’occasione per arrotondare lo stipendio. Quindi, chiunque voglia avvicinarsi allo Yoga faccia bene attenzione a cosa l’insegnante di turno sta proponendo. Se le posizioni risultano troppo difficili e dolorose e se l’insegnante non presta la massima cura al rispetto dei limiti di ognuno, cambiate insegnante. Lo Yoga è una disciplina che ha più di 10.000 anni e dallo Yoga attingono tutti i tipi di terapie e ginnastiche presenti nel vasto mondo del fitness e della riabilitazione (stretching, pilates, ginnastica posturale, etc…). Come ogni disciplina, sportiva e non, ha differenti livelli di difficoltà e, se non rispettati e affrontati gradualmente secondo i propri limiti e capacità, può produrre infortuni. Ma questo lo sanno anche i bambini.
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